Public opinion in the era of the algorithm

2017-04-5 17:30:00 2017-04-5 18:30:00 Europe/Rome Public opinion in the era of the algorithm #ijf17 Poteri pubblici, poteri privati e fattore tecnologico: nuovi processi di formazione dell’opinione pubblica nell’era dell’algoritmo. Il dibattito sull’opportunità di istituire meccanismi di filtro rispetto ai contenuti che circolano attraverso il web, nelle sue diverse piattaforme (social network, blog, etc.), ha conosciuto di recente un momento di rivitalizzazione a fronte, da un lato, del propagarsi del fenomeno delle “fake news” e, dall’altro, del diffondersi sempre più frequente, sul web, dell’hate speech In questo scenario, prende corpo l’esigenza di interrogarsi sull’opportunità di nuovi strumenti di tutela che si adeguino all’incedere della tecnologia e rispondano all’emergere di nuove fonti di minaccia per i diritti e la dignità degli individui. Per affrontare tale quesito occorre tuttavia emancipare il dibattito da ogni possibile concezione retorica tendente a ricostruire i fenomeni che prendono corpo in rete e la loro (possibile) regolazione secondo una logica di semplificazione. Accade di sovente, infatti, che al prospettarsi di tentativi di governare questi fenomeni, si riscontrino reazioni ispirate a diffidenza inclini ad accreditare che l’idea che i legislatori e i regolatori intendano coltivare un controllo pubblico di carattere censorio sulla rete. Invero, la complessità dei fenomeni in parola, e le conseguenze di elevato momento determinate dall’avvento di Internet sulla libertà di manifestazione del pensiero, presentano una rilevanza tale da non rendere riducibili questi tentativi di normazione a mere sortite censorie tendenti a imporre un controllo generalizzato e diffuso sul contenuto del web. Non possono e non devono tuttavia trascurarsi le serie implicazioni derivanti dall’implementazione di sistemi che permettano di interporre un ostacolo tra una circolazione del tutto incontrollata e libera di contenuti, da contemperare, nella loro conformazione, alle importanti indicazioni della giurisprudenza europea in materia. Occorre, in altri termini, che la riflessione si appunti sulla ricerca di strumenti che consentano, in ossequio al principio di proporzionalità, di individuare soluzioni compatibili con il diritto di esprimere il proprio pensiero da parte degli utenti ma che siano al contempo efficacemente al servizio della reputazione e della dignità degli individui. Organizzato in collaborazione con le Cattedre di “Informatica Giuridica”, “Informatica Giuridica Avanzata” e i Corsi di Perfezionamento in “Investigazioni Digitali” e in “Data Protection” dell’Università degli Studi di Milano (Prof. Giovanni Ziccardi – Prof. Pierluigi Perri). Hotel Brufani - Sala Priori - Perugia

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  • 17:30 - 18:30   wednesday 5/04/2017

Hotel Brufani - Sala Priori

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Oreste Pollicino
University Bocconi of Milan

Public power, private power and technological factors: new forming processes of public opinion in the era of the algorithm.

The debate on whether to set up filter mechanisms to content circulating on the web, on its different platforms (social networks, blogs, etc.), has recently experienced a moment of revitalization, on the one hand, for the dissemination of the “fake news” phenomenon and, on the other, for the increasing spread of hate speech on the web.

In this scenario, there is the need to question the advisability of new protection tools that adapt the advance of technology and respond to the emergence of new sources of threats to the rights and dignity of individuals. To address this question, however, it is necessary to emancipate the debate from every possible rhetorical idea tending to reconstruct the phenomena that take shape on the web and their (possible) adjustment in accordance with a simplified logic. It often happens that when attempts to govern these phenomena are found, there are reactions inspired by distrust inclined to credit the idea that lawmakers and regulators intend to cultivate a public control of a censorious character on the web. Indeed, the complexity of the phenomena in question, and the consequences determined by the advent of the Internet on freedom of expression, have such a significance that it does not allow the consideration of these efforts of standardisation as mere censorship declarations aimed at imposing a general and distributed monitoring of web content.

The serious implications arising from the implementation of systems that allow an obstacle to be put between an entirely uncontrolled circulation and free content, however, cannot and must not be neglected. In their conformation, they need to find the balance with the important directions of European case law. It is necessary, in other words, that the discussion focuses on the search for tools that allow, in accordance with the principle of proportionality, to identify solutions compatible with the right of the users to express their own thoughts and, at the same time, effectively at the service of reputation and dignity of individuals.

Organised in association with the Chairs of “Legal Informatics”, “Advanced Legal Informatics” and Specialization Courses in “Digital Investigations” and “Data Protection” of the University of Milan (Prof. Giovanni Ziccardi – Prof. Pierluigi Perri).









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