Turkey: a black hole for journalists

2017-04-6 17:00:00 2017-04-6 18:00:00 Europe/Rome Turkey: a black hole for journalists #ijf17 Come già rilevato nelle precedenti edizioni del Festival Internazionale del Giornalismo, una tempesta perfetta sta travolgendo la libertà di espressione e i media indipendenti in Turchia. Si è scatenata con prepotenza, dopo il tentativo di golpe nell'estate del 2016, mettendo a tacere la maggior parte dei giornalisti del paese. Con migliaia di licenziamenti, il più alto numero di arresti di direttori, giornalisti ed editorialisti mai registrato in un singolo paese nella storia del giornalismo e con quasi 200 testate private chiuse, il settore mediatico turco è al collasso. Dominata dal pugno di ferro del presidente Erdogan, la Turchia si è trasformata in un buco nero per libertà e diritti. Un paese in cui la vittima principale è il giornalismo, dove raccontare i fatti equivale a commettere un crimine e i dibattiti pubblici non possono essere più organizzati. Attraverso misure punitive di ogni genere ferocemente applicate, la Turchia si è trasformata in un incubo. Quali sono gli insegnamenti da trarre, nell'ultimo periodo dell'era Erdogan, per i giornalisti in Europa e nel mondo? Può l'esperimento turco diventare contagioso - o accattivante – per altri leader autoritari che ambiscono a dominare le democrazie? Se c'è ancora speranza di emergere dalle rovine dell'oppressione, quali soluzioni possono offrire 'i giornalisti della resistenza' turca? Sala del Dottorato - Perugia

panel discussions | with simultaneous translation in English and Italian

  • 17:00 - 18:00   thursday 6/04/2017

Sala del Dottorato

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Yavuz Baydar
co-founder P24
Gulsin Harman
International Press Institute
Efe Kerem Sozeri
editor Dekadans.co

As monitored attentively at the festival over the past few years, a perfect storm had been brewing over freedom of expression and independent media in Turkey. It erupted fully after the coup attempt in summer 2016 with mass firings numbering thousands, with the unprecedented arrests of editors, reporters and columnists and with nearly 200 private media outlets shut down. The Turkish media sector is in ruins.

The country under the iron rule of President Erdoğan has turned into a black hole for freedoms and rights, where journalism is the prime victim, and where reporting the facts equates to a criminal act and genuine public debate has ceased to exist. By way of the punitive measures of all sorts fiercely applied, it is now a laboratory of nightmares.

What are the lessons of the late Erdoğan era for journalists in Europe and the rest of the world? Is the Turkish experience likely to have an impact on potentially authoritarian leaders creeping into the domain of democracies? If there is still hope for Turkey?









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