Investigating links between governments and organised crime: the murders of Daphne Caruana Galizia and Ján Kuciak

2018-04-13 16:30:00 2018-04-13 17:45:00 Europe/Rome Investigating links between governments and organised crime: the murders of Daphne Caruana Galizia and Ján Kuciak #ijf18 La mia famiglia ha avvertito la Commissione Europea che con l'assassinio di mia madre, Daphne Caruara Galizia, Malta ha fissato un nuovo standard di permissivismo entro l'Unione Europea e che altri sarebbero morti senza un intervento decisivo. Ján Kuciak avrebbe potuto essere salvato.  (tweet di Andrew Caruana Galizia, giornalista e figlio di Daphne Caruana Galizia) Tra la fine del 2017 e l'inizio del 2018 due attentati a danni di giornalisti hanno scosso l'opinione pubblica internazionale. Daphne Caruana Galizia, una delle più note giornaliste investigative maltesi, è stata uccisa il 16 ottobre 2017 dall'esplosione di un'autobomba. Era stata la prima giornalista a rivelare il coinvolgimento di politici del governo nei Panama Papers, e aveva anche svelato il coinvolgimento della moglie del Primo Ministro, Joseph Muscat nella società off-shore panamense Egrant Inc, puntando l'attenzione dell'opinione pubblica tra le somme ricevute dalla società e i successivi accordi del governo maltese con quello dell'Azerbaigian in campo energetico. Un'esecuzione mafiosa ha invece ucciso Ján Kuciak lo scorso 22 febbraio 2018, assieme alla sua fidanzata. Kuciak, giornalista slovacco, aveva indagato su casi di evasione fiscali che hanno coinvolto anche membri del partito di governo, e già nell'ottobre 2017 aveva denunciato telefonate intimidatorie. L'attentato gli ha impedito di continuare un'importante inchiesta sulle collusioni tra politica e 'ndrangheta, e sulle ramificate infiltrazioni del crimine organizzato nell'economia del paese. Il 28 febbraio il sito slovacco Aktuality.sk ha pubblicato l'ultimo articolo di Kuciak, a seguito del quale si sono dimessi il segretario del Consiglio della Sicurezza Nazionale, l'assistente del Primo Ministro Robert Fico e il Ministro della Cultura. Alla fine del marzo 2018 lo stesso Primo Ministro, sotto pressione per la crisi politica a seguito dell'assassinio di Kuciak, si è dimesso. Quelle di Daphne Caruana Galizia e Ján Kuciak non sono morti isolate: sono i casi più evidenti e terribili di un rischio per i giornalisti che indagano in Europa sulla corruzione e sugli intrecci globali tra criminalità e governi. Ci ricordano che la sicurezza dei giornalisti è un tema che non va mai sottovalutato, che non esistono contesti o paesi sicuri, quando le inchieste si avvicinano al cuore corrotto dei meccanismi del potere. Sala dei Notari - Perugia

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  • 16:30 - 17:45   friday 13/04/2018

Sala dei Notari

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Peter Bardy
editor-in-chief Aktuality.sk
Carlo Bonini
La Repubblica
Maria Gianniti
RAI 1 News
Alan Rusbridger
principal Lady Margaret Hall Univ. of Oxford
Corinne Vella
editor Taste&Flair

My family warned @EU_Commission that with my mother #DaphneCaruanaGalizia’s assassination Malta had set a new standard of permissible behaviour within the EU and that others would soon die if decisive action isn’t taken. #JanKuciak could have been saved.

Tweet of Andrew Caruana Galizia, journalist and son of Daphne Caruana Galizia, 26 February 2018.

The recent murders of two European investigative journalists have shaken international public opinion.

Daphne Caruana Galicia, one of the best known Maltese investigative journalists, was killed on 16 October 2017 by a car bomb. She was the first journalist to reveal the involvement of Maltese government politicians in the Panama Papers, and had also unveiled the involvement of the Maltese Prime Minister’s wife in the Panamanian offshore company Egrant Inc, focusing the attention on the money received from the company and the subsequent agreements of the Maltese government with that of Azerbaijan in the energy field.

A mafia-style execution killed Ján Kuciak on 22 February 2018, together with his girlfriend. Kuciak, a Slovakian journalist, had investigated tax evasion cases that also involved members of the ruling party, and already in October 2017 had reported intimidating phone calls. He had been working on an important investigation into the collusion between politicians and the ‘Ndrangheta, and on the infiltration of organized crime into the economy of the country. On 28 February the Slovakian website Aktuality.sk published the last article by Kuciak, after which the Secretary of the National Security Council, the assistant of Prime Minister Robert Fico and the Minister of Culture all resigned. At the end of March 2018, the Prime Minister himself, under pressure from the political crisis following the assassination of Kuciak, resigned.

The deaths of Daphne Caruana Galicia and Ján Kuciak demonstrate with shocking immediacy the risk for journalists who investigate corruption and the links between organised crime and governments. The deaths remind us that the safety of journalists is an issue that should never be downplayed, and that there are no safe countries.











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