Per il 2023 la Cina ha fissato le proprie aspettative di crescita intorno al 5%. Una stima cauta che segue il +3% del 2022, il secondo dato più basso in oltre quarant'anni. Da che Pechino sembrava avesse fermato la pandemia mentre l'Occidente era alle prese con un sistema sanitario al collasso, la strategia zero-covid ha presentato il conto con due anni di ritardo quando le autorità hanno eliminato tutte le restrizioni e per la prima volta la maggioranza della popolazione è entrata in contatto con il virus. Lockdown ripetuti e tamponi di massa non erano più un'opzione sostenibile, e decine di migliaia di cittadini e cittadine sono scese in piazza per chiedere la fine delle misure anti-contagio. Non è insolito assistere a delle proteste in Cina, ma è raro che queste superino la dimensione locale e raggiungano un'estensione nazionale soprattutto in un momento delicato come quello durante il quale si tiene il Congresso nazionale del Partito Comunista Cinese. Xi Jinping ha ottenuto un inedito terzo mandato diventando il presidente più longevo politicamente solo dopo Mao Zedong. Oltre alle richieste della popolazione interna ai confini, Xi deve fronteggiare uno scenario internazionale sempre più instabile e polarizzato. I rapporti con gli Stati Uniti sono ai minimi storici e la guerra in Ucraina ha inasprito la tendenza delle grandi potenze a presentarsi a capo di ordini mondiali contrapposti.

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