Il 2023 è l'anno più caldo mai registrato nella storia, con una temperatura globale vicina al limite di 1.5°C. Lo ha stabilito ufficialmente a gennaio di quest'anno uno studio di Copernicus, l'Istituto europeo per il monitoraggio del cambiamento climatico. 'Il più caldo da quando esistono misurazioni strumentali globali (1850) e probabilmente anche da 125.000 anni, secondo dati indiretti (carote glaciali, anelli alberi, pollini fossili...)' ha evidenziato Luca Mercalli, sul suo account 'X', commentando i dati diffusi da Copernicus.

Climatologo, presidente della Società Meteorologica Italiana, direttore della rivista Nimbus ed editorialista per il FattoQuotidiano, docente, divulgatore scientifico, saggista e conferenziere con oltre 3000 incontri pubblici al suo attivo, ambasciatore per il clima dell'Unione Europea, Luca Mercalli interviene, in collegamento live, al Festival Internazionale di Giornalismo in dialogo con la giornalista, fotografa e autrice italiana Stella Levantesi, che da anni si occupa soprattutto di crisi climatica e ambiente.

Oltre ai rischi più evidenti che comporta l'aumento termico globale, gli eventi estremi, le ondate di calore, le alluvioni con conseguenti danni alle coltivazioni, alle infrastrutture e alle persone, ci sono altri rischi ambientali importanti: la perdita di biodiversità e l’inquinamento di acqua, aria e suoli con minacce gravissime per salute pubblica. La possibilità di ridurre i danni esiste ancora, ma richiede uno sforzo sistemico imponente, che va oltre il passaggio alle energie rinnovabili e alla sostenibilità, ma - come sostiene Mercalli - 'riguarda un vero e proprio ripensamento della crescita economica che non può essere considerata infinita in un mondo dalle dimensioni limitate".

Organizzato in collaborazione con Valigia Blu.

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