China: between traditional and digital media

2017-04-5 18:00:00 2017-04-5 19:00:00 Europe/Rome China: between traditional and digital media #ijf17 In Cina la libertà di espressione continua ad essere limitata dalla censura pervasiva del governo, che cerca di reprimere le voci dissidenti e di ridurre al silenzio le azioni collettive. Le autorità continuano a voler controllare l’informazione nazionale e temono che la libertà di espressione possa rappresentare una minaccia al loro potere. Secondo l’Indice della Censura del 2014, “l’uso crescente dei social media e la rapida diffusione delle informazioni stanno mettendo pressione al governo come mai prima, mentre la rivoluzione digitale sta guadagnando terreno in modo sempre maggiore. La consapevolezza democratica sta aumentando in Cina e, mentre lo stato persegue un’agenda oppressiva, è necessario un cambiamento culturale dal basso, piuttosto che un cambiamento istituzionalizzato dall’alto, per perseguire tali principi.” Il panel discuterà gli sforzi fatti da alcuni media tradizionali per “dare voce ai cittadini” e per assumersi maggiori responsabilità nei confronti del pubblico. Internet offre davvero abbastanza opportunità ai cittadini cinesi, anche se siti di micro-blogging come WeChat e Weibo stanno godendo di una popolarità massiccia in tutta la nazione (Weibo ha 600 milioni di account registrati e circa 60 milioni di utenti attivi ogni giorno)? In quale misura i post di cittadini e attivisti, e la crescita di libero attivismo online, hanno portato le autorità a limitare i siti di micro-blogging in questi anni? L’industria cinese dei media può adottare un “approccio più riflessivo” che tenga in considerazione i bisogni degli individui e l’individualità dei gruppi identitari, promuovendo collaborazioni intersettoriali? Organizzato in collaborazione con il Media Diversity Institute. Sala del Dottorato - Perugia

panel discussions | in English (without translation)

  • 18:00 - 19:00   wednesday 5/04/2017

Sala del Dottorato

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Milica Pesic
executive director Media Diversity Institute
Fang Wang
FTChinese.com
Xin Xin
University of Westminster
Zhang Zhi’an
School of Communication Sun Yat-sen University

Freedom of expression in China continues to be dogged by pervasive government censorship which seeks to repress outspoken voices and silence collective action. The authorities remain keen to have control over the nation’s information and fear that freedom of expression could pose a threat to their power. According to Index on Censorship’s 2014 report, “the increasing use of social media and rapid spread of information is putting pressure on the government that it has never felt before while the digital revolution is gaining more and more momentum. Democratic consciousness is rising in China and, with the state pursuing an oppressive agenda, cultural change from the bottom-up, rather than institutionalized change from the top-down, is necessary to pursue these principles.”

The panel will discuss the efforts by some traditional media to ‘voice the citizens’ and take more responsibility towards the public. Does the Internet offer enough opportunities for Chinese citizens and activists to air their concerns even though micro-blogging sites such as WeChat and Weibo enjoy massive popularity across the country (Weibo has 600 million registered accounts and 60 million active daily users)? How much the citizens’ and activists’ posts and the growth of unfettered online activism have led the authorities to rein in micro-blogging sites over recent years? Can Chinese media industry adopt a “more reflective approach” which considers the needs of individuals and individual identity groups and promotes cross-sector collaboration?

Organised in association with the Media Diversity Institute.









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