The dreamers: Afghan Women's Resistence è il docufilm di “Avvenire” che apre l’incontro #ijf24, La Resistenza delle donne Afghane. L’intenso cortometraggio (17 mins), filma l’attività delle “scuole segrete” nel distretto di Bamyan, a nord-ovest di Kabul: aule semiclandestine, o meglio tollerate dalle amministrazioni taleban locali perché sostenute dai consigli degli anziani, che offrono lezioni di inglese, informatica, matematica e scienze a 900 ragazze. Adolescenti che sono state ufficialmente escluse dal sistema scolastico formale con uno dei primi editti dell’Emirato dopo la presa di Kabul nell’agosto 2021.

A #ijf24 interviene l’inviata di Avvenire Lucia Capuzzi, tra le autrici di The Dreamers, è riuscita a documentare la Resistenza delle donne Afghane nell’invisibilità e nella clandestinità in cui sono costrette a vivere. Le ragazze si aiutano l’un l’altra. Quelle che terminano gli studi sono poi quelle che vanno a insegnare nel proprio villaggio alle ragazzine che non potrebbero andare a scuola. Le giovani nutrono speranza e dicono ‘Il tempo verrà, questo non durerà per sempre’. Per Lucia Capuzzi, la solidarietà e la coesione della comunità femminile afghana sono la prova del monito di Papa Francesco: ‘Quando si sogna assieme si costruisce qualcosa. Quando si sogna da soli si partoriscono solo miraggi’’. Il supporto collettivo è dunque cruciale, poiché la resistenza individuale risulta estremamente difficile.

Significativa la testimonianza in presenza di Fatima Haidari, donna afghana, tra le protagoniste di the Dreamers, attivista che oggi vive in Italia: “In quanto hazara e in quanto prima tour operator donna, ero un target facile per i taleban quindi ho dovuto lasciare il paese. In Italia potevo continuare meglio la mia attività e aiutare le sorelle rimaste li. Sono più utile qui in Italia, per me e per loro. Siamo tutti connessi attraverso il cuore e dobbiamo prenderci cura gli uni degli altri. Io sono in salvo ma non sarò mai veramente libera finche le donne afghane saranno prigioniere ‘.

Interviene in collegamento Zahra Nader, giornalista afghano-canadese, direttrice di Zan Times, una piattaforma digitale che tratta delle violazioni dei diritti umani in Afghanistan con un focus su donne, comunità LGBTQI e questioni ambientali. "I Contenuti critici verso i talebani - scrive Nader -e tutto ciò che contraddice la loro propaganda sono estremamente pericolosi. Le giornaliste che lavorano localmente devono prestare la massima attenzione. Scrivono sotto pseudonimo ed escono di casa solo dopo averci consultato. Queste donne non si conoscono tra loro e hanno contatti solo con i colleghi all'estero'.

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